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La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

martedì 29 marzo 2016

Danni da custodia - Responsabilità oggettiva - Limiti - Onere della prova


Cass. civ. Sez. VI - 3, Ord., 26/02/2016, n. 3875

 
La sentenza impugnata ha accertato, con una ricostruzione in fatto che rappresenta l'esercizio di un tipico potere del giudice di merito, che - pur potendosi dare per dimostrato che la M. era caduta sui gradini della scala condominiale nel giorno e nell'orario indicati in citazione - era rimasta invece mancante la prova sicura sia delle modalità della caduta sia dell'effettiva presenza sui gradini del materiale scivoloso che avrebbe causato la caduta medesima. Il che rendeva infondata la domanda, in considerazione dell'obbligo del danneggiato di provare l'esistenza del nesso di causalità, anche nell'ipotesi di cui all'art. 2051 c.c.. La Corte d'appello ha dato conto delle ragioni di tale decisione, in particolare evidenziando che l'unica testimonianza idonea a confermare la tesi della M. era quella del teste R.C., figlio della medesima e perciò poco attendibile, il quale peraltro aveva parlato di un liquido del genere di quello che esce dai sacchetti dei rifiuti; tale circostanza, ove pure fosse stata vera, sarebbe stata tale da escludere ogni responsabilità del Condominio, dato il carattere imprevedibile della medesima.
 
(Egon Schiele, Ritratto di donna)
 
 

A fronte di simile motivazione, le censure affermano la necessità di fare applicazione, nella specie, delle regole di cui all'art. 2051 c.c. , ribadiscono la presenza di una presunta sostanza scivolosa sulle scale ed insistono nell'affermazione della responsabilità del Condominio; tutto ciò senza in effetti censurare la ratio decidendi della sentenza impugnata e senza considerare che, per pacifica giurisprudenza di questa Corte, anche l'applicazione delle regole di cui all'art. 2051 c.c. , presuppone sempre che il danneggiato dimostri il fatto dannoso ed il nesso di causalità tra la cosa in custodia ed il danno e che, ove la cosa in custodia sia di per sè statica e inerte, il danneggiato è tenuto a dimostrare altresì che lo stato dei luoghi presentava un'obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, il danno (sentenza 5 febbraio 2013, n. 2660).