La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

giovedì 8 ottobre 2015

Pubblica amministrazione virtuosa- Caratteristiche

Cass. Sez. VI, 6 agosto 2015, n. 19883

 

Man Writing a Letter

(Gabriel Metsu, Man writing a letter)

La diligenza esigibile dalla pubblica amministrazione nel compimento del propri atti, ivi compresa l'adozione di provvedimenti amministrativi, va valutata col criterio dettato dagli artt. 1176, comma 2, c.c., e 97 cost., ovvero comparando la condotta tenuta nel caso concreto, con quella che – idealmente - avrebbe tenuto nelle medesime circostanze una amministrazione "media", per tale intendendosi non già una pubblica amministrazione "mediocre", ma una pubblica amministrazione efficiente, zelante, solerte e che conosca ed applichi la legge.

La regola di valutazione della colpa dettata dall’art. 1176, comma 2, c.c., si applica anche alla pubblica amministrazione.

Essa Infatti è norma generale dell'intero sistema delle obbligazioni, e detta un criterio suscettibile di applicazione in qualsiasi ipotesi di inadempimento o di responsabilità aquiliana.

Per stabilire, dunque, se una pubblica amministrazione abbia o meno tenuto una condotta colposa, occorre confrontare la condotta da questa concretamente tenuta con la condotta che, nelle medesime circostanze, avrebbe tenuto l' homo eiusdem generis et condicionis: vale a dire una pubblica amministrazione che:

(a) rispetta la legge (art. comma 1, 7.8.1990 n. 241);

(b) agisce in modo efficiente e senza inutili aggravi per i cittadini (art. 1, commi 1 e 2, l. 7.8.1990 n. 241);

(c) non perde tempo, non si balocca e agisce a ragion veduta (art. 97 cost.);

(d) è composta di funzionari preparati, efficienti, prudenti e zelanti (art. 98 cost.).