La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

martedì 15 settembre 2015

Il tempo di spostamento rientra nell’orario di lavoro ?

Corte di Giustizia Europea, Sez. III, n. C-266/14 del 10 settembre 2015

Anche il tempo trascorso dalla propria abitazione al cliente rientra nell’orario lavorativo se il dipendente non ha un luogo fisso o abituale di lavoro; peraltro spetta al legislatore nazionale stabilire come debba essere retribuito detto tempo di spostamento.

Judith Beheading Holofernes 1

(Artemisia Gentileschi, Giuditta e Oloferne)

L’articolo 2, punto 1, della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle che caratterizzano il procedimento principale, nelle quali i lavoratori non hanno un luogo di lavoro fisso o abituale, costituisce «orario di lavoro», ai sensi di tale disposizione, il tempo di spostamento che tali lavoratori impiegano per gli spostamenti quotidiani tra il loro domicilio ed i luoghi in cui si trovano il primo e l’ultimo cliente indicati dal loro datore di lavoro.