La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

sabato 11 luglio 2015

I dirigenti pubblici possono percepire l’indennità di risultato se non rispettano le norme sulla trasparenza ?

NO !

Still-Life of Glasses in a Basket

(Sébastien Stoskopff, Natura morta di bicchieri nel cesto)

Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, 2 febbraio 2015, n. 81

La presente fattispecie trae origine dalla violazione di un preciso obbligo di legge, come contenuto nell’articolo 11, commi 8 e 9, del decreto legislativo 27 ottobre 2009 n. 150 che recitano per la parte che ci riguarda:
8°” Ogni amministrazione ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale in apposita sezione di facile accesso e consultazione, e denominata: «Trasparenza, valutazione e merito»: lettera a) omissis lettera i) gli incarichi, retribuiti e non retribuiti, conferiti ai dipendenti pubblici e a soggetti privati.
9. In caso di ………..mancato assolvimento degli obblighi di pubblicazione di cui ai commi….. e 8 è fatto divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti preposti agli uffici coinvolti.”

Il raggiungimento dell’obiettivo dell’innalzamento del livello di trasparenza delle funzioni di amministrazione del personale avrebbe richiesto non solo la semplice comunicazione dell’incarico conferito all’Ufficio CED del Comune, come è stato fatto dalla dirigente K., adempimento questo richiesto da una precedente disposizione normativa ad altri fini, ma sarebbe stato necessario un coinvolgimento di tutte le unità dirigenziali per l’attuazione di quell’obiettivo strategico che era stato loro affidato consistente appunto nella richiesta di creazione dell’apposito link del sito web.

Il concetto di pubblicità dell’azione amministrativa ha un’origine alquanto remota: le prime notazioni si ritrovano nella legge 7 agosto 1990 n. 241 dove, per la prima volta, il legislatore afferma che la Pubblica Amministrazione deve adottare ogni iniziativa utile a promuovere la massima trasparenza nella propria organizzazione e nella propria attività.
All’epoca, la nozione di trasparenza era alquanto ristretta in quanto era intesa come diritto di accesso agli atti riservato a colui che aveva un interesse qualificato, stante la sussistenza di valori come la privacy che tutela i soggetti coinvolti e le stesse esigenze di funzionalità della Pubblica Amministrazione.
Una prima uscita da questa nozione molto ristretta di trasparenza si ha con l’articolo 1, comma 1, del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo n. 196/2003, dove si ammette che le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto ad una funzione pubblica e la relativa valutazione non sono oggetto di protezione della riservatezza personale.
La legge 11 febbraio 2005 n. 15 include la nozione di trasparenza tra i principi generali dell’azione amministrativa, anche se ancora la giurisprudenza amministrativa non sembra pronta ad oltrepassare i confini del diritto di accesso come diritto limitato ai soli soggetti coinvolti nel procedimento.
Con la legge 4 marzo 2009 n. 15 ( articolo 4 commi 6 e 8), finalmente la trasparenza viene intesa come accessibilità totale, come possibilità concreta di conoscenza, attraverso i siti internet dell’Amministrazione, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni
istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità.
Veniamo così al decreto attuativo della legge n. 15/2009 che è appunto il decreto legislativo n. 150, richiamato dall’attore, nel quale la P.A. viene chiamata ad adottare un programma triennale per la trasparenza e la integrità, e vengono creati appositi obblighi per assicurare l’accessibilità totale sia delle attività che dell’organizzazione stessa dell’Amministrazione. In particolare, nell’articolo 11, viene previsto, per ogni
Amministrazione, l’obbligo di pubblicare sul proprio sito istituzionale e nell’apposita sezione denominata “Trasparenza valutazione e merito” tutta una serie di atti e di informazioni riguardanti più strettamente l’organizzazione, i soggetti titolari delle posizioni organizzative, i loro curricula, i loro obiettivi, i premi correlati alla loro performance, le retribuzioni, i soggetti deputati al controllo della distribuzione della
premialità, gli incarichi conferiti a personale interno ed esterno.
Come contromisura per il mancato assolvimento di tutti questi obblighi destinati alla finalità di un’accessibilità totale e di un controllo sociale mirato che è teso ad evitare forme di mala amministrazione e ora anche di prevenzione della corruzione, la norma haprevisto la mancata corresponsione della retribuzione di risultato.