La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

giovedì 7 novembre 2013

Edifici edilizia residenziale pubblica-Responsabilità aquiliana o da custodia-Comportamento colposo del danneggiato-Esclusione della responsabilità dell’ERAP/IACP

Corte Appello Ancona, 26 marzo 2013, n. 688, ERAP della Provincia di Ascoli Piceno c. N.A.M.

(Riforma sentenza Tribunale Ascoli Piceno 28 marzo – 26 aprile 2006, rigettando domanda attrice)

Sia nell'ipotesi di responsabilità ai sensi dell'articolo 2051 c.c. sia in quella di responsabilità aquiliana ex articolo 2043 c.c., il comportamento colposo del soggetto danneggiato nell'uso di bene demaniale (che sussiste quando egli ne abbia fruito senza la normale diligenza o con affidamento soggettivo anomalo) può escludere la responsabilità della P.A. se sia tale da interrompere il nesso tra la causa del danno e il danno stesso, diversamente si può configurare un concorso di colpa della vittima ai sensi dell'articolo 1227, comma primo, c.c., con conseguente diminuzione della responsabilità del danneggiante in proporzione all'incidenza causale del comportamento del danneggiato: in proposito l’interruzione del nesso di causalità può essere anche l'effetto del comportamento del danneggiato, quando il fatto ·di costui si ponga come unica ed esclusiva causa dell'evento di danno, cosi da privare dell'efficienza causale e da rendere giuridicamente irrilevante il precedente comportamento dell'autore dell‘illecito (v. Cass. 15384/2006; Cass. 6640/1998).

Nella fattispecie la Corte ha escluso la responsabilità dell’Ente in relazione al danno subito dall’appellato in quanto l'area interessata dall’evento dannoso era caratterizzata dalla presenza di un dislivello tra la pavimentazione del porticato e quella del vialetto di accesso all'edificio interessato, dislivello al quale si era parzialmente ovviato mediante il posizionamento di blocchi in cemento ben visibili, per cui, ove l’infortunata avesse posto attenzione al piano di calpestio percorso, la loro percezione non avrebbe potuto sfuggirle; siffatta consapevolezza era tanto maggiore in capo alla danneggiata che, all’epoca dei fatti aveva familiarità con il tragitto, risiedendo nel fabbricato nello spazio antistante del quale si è verificato l'evento de quo, di modo che lo stato delle cose non rappresentava di certo per lei una novità ed anzi era ben noto, per cui di esso l’utente non poteva non farsi carico nell’ambito di una normale avvedutezza e prudenza inducendolo ad una particolare cautela e, comunque, a prestare una specifica attenzione nel transito; d'altronde la visibilità del tratto in questione, al momento dell’incidente, doveva ritenersi buona anche tenuto conto dell'ora in cui lo stesso si è verificato (ore 20,45 del 22 agosto 2001 in cui la ·luce del giorno, considerato il periodo estivo, normalmente ancora rischiara).