La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

lunedì 13 maggio 2013

Responsabilità penale-Impresa articolata in strutture decentrate-Legale rappresentante-Limiti

Cass. pen., Sez. III, 19 febbraio – 13 marzo 2013 n. 11835

Va ribadito il principio secondo il quale nei casi in cui l'apparato commerciale di una società sia articolato in più unità territoriali autonome, ciascuna affidata ad un soggetto all'uopo investito di mansioni direttive, il problema della responsabilità connessa al rispetto dei requisiti igienici e sanitari dei prodotti commerciali va affrontato con riferimento alla singola struttura aziendale, all'interno della quale dovrà ricercarsi il responsabile dei fatti, commissivi od omissivi, integranti la colpa contravvenzionale in concreto contestata, senza dovere necessariamente esigere la prova specifica di una delega ad hoc da parte del legale rappresentante (o della persona che riveste una posizione organizzativa apicale) al preposto alla singola struttura o settore di servizio.

Nella singola struttura, poi, il soggetto responsabile va individuato in base alla mansioni effettivamente esercitate, con prudente apprezzamento dei caso concreto e valutazione non condizionata da aprioristici schematismi.

Al riguardo il collegio ritiene di dover adesivamente richiamare quelle pronunzie di legittimità che, affrontando analoghe tematiche che riguardavano anche il problema della mancanza di una specifica delega per iscritto (v., in particolare, Sez. 3, Sentenza n. 19642 del 06/03/2003 Ud. dep. 28/04/2003 Rv. 224848; dr. altresì sent. 4^ pen. n. 548 del 3/3/98, in materia di prevenzione infortuni, sent. 3^ pen. n. 681 del 26/2/98, in materia di commercio di prodotti alimentari), hanno avuto modo, con convincenti argomentazioni presupponenti una realistica valutazione delle esigenze della moderna economia, imponenti l'articolato decentramento delle grandi strutture produttive, ed un approccio ragionevole alla problematica della suddivisione delle responsabilità, anche organizzative e di vigilanza di chiarire come l'esigenza di una delega scritta o comunque formale, da parte degli organi verticistici di una società di rilevanti dimensioni, sia superflua, dovendosi presumere in re ipsa, allorquando ricorra la suddivisione dell'azienda in distinti settori, rami o servizi, ai quali siano preposti soggetti qualificati ed idonei. Tale principio, del tutto condiviso dal collegio per la sua aderenza a quello basilare dettato dall'art. 27 Cost., comma 1, ed anche In considerazione della fondamentale regola logica secondo la quale nemo ad impossibilia tenetur (che impedisce il contemporaneo svolgimento, da parte di un unico soggetto, di innumerevoli mansioni, anche di vigilanza, consentendone all'interno di grandi aziende, la delega ed il decentramento v., al riguardo, in tema di smaltimento di rifiuti, Cass. 6^ n. 9715 del 4/9/97) comporta che nei casi, come nella specie, in cui l'apparato produttivo della società sia articolato in una serie di unità territoriali autonome, ciascuna affidata ad un soggetto all'uopo investito di mansioni direttive, il problema della responsabilità vada affrontato, sia pure in base ai consueti dettami della giurisprudenza di legittimità, con riferimento a quella singola struttura aziendale, all'interno della quale soltanto dovrà ricercarsi il responsabile dei fatti, commissivi o omissivi, integranti la colpa contravvenzionale in concreto contestata.