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La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

mercoledì 29 agosto 2012

Dichiarazione sostitutiva di certificazione-Indicazione di un reddito più basso-Falsità ideologica-Buona fede-Irrilevanza

Cass. pen., Sez. V, 23 agosto 2012, n. 33218

Il dolo integratore del delitto di falsità ideologica, di cui all'art. 433 cod. pen., è costituito dalla volontà cosciente e non coartata di compiere il fatto e nella consapevolezza di agire contro il dovere giuridico di dichiarare il vero (v. Cass. Sez. 2, 28 ottobre 2003 n. 47867).

Si esclude, inoltre, il dolo del delitto di falso tutte le volte in cui la falsità risulti essere semplicemente dovuta ad una leggerezza o ad una negligenza, non essendo prevista nel vigente sistema la figura del falso documentale colposo (v. da ultimo Cass. Sez. 6, 24 marzo 2009 n. 15485).

Nella specie non v'è affatto prova che l'imputata abbia redatto la propria dichiarazione con leggerezza, ben conoscendo, al contrario, la propria situazione reddituale, sicuramente non pari allo zero.

L'art. 483 c.p. ha natura di norma in bianco che, quindi, richiede, per la definizione del suo contenuto precettivo, il collegamento con una diversa norma, eventualmente di carattere extrapenale, che conferisca attitudine probatoria all'atto in cui confluisce la dichiarazione non veritiera, così dando luogo all'obbligo per il dichiarante di attenersi alla verità.

In tal senso si è costantemente espressa la giurisprudenza di questa Corte, anche a Sezioni Unite (v. Cass. Sez. Un. 13 febbraio 1999 n. 6 nonchè 15 dicembre 1999 n. 28 e a Sezioni semplici v. Cass. Sez. 5, 13 febbraio 2006 n. 19361 e Sez. 5, 4 dicembre 2007 n. 5365).

L'autocertificazione, prevista dal D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 svolge, proprio, la funzione di norma integratrice del precetto penale attribuendo efficacia probatoria ai fini amministrativi alla dichiarazione del privato di provare i fatti attestati, evitando l'onere di provarli con la produzione nella specie, della dichiarazione dei redditi e così collegando l'efficacia probatoria dell'atto al dovere dell'istante di dichiarare il vero.