La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

giovedì 7 luglio 2011

Contratti pubblici - Gara - Condanna non dichiarata - Esclusione - Legittimità

Cons. Stato, Sez. VI, 13 giugno 2011, n. 3567

Come più volte riconosciuto da questo Consiglio di Stato, la segnalazione all'Autorità va fatta non solo nel caso di riscontrato difetto dei requisiti di ordine speciale in sede di controllo a campione, ma anche in caso di riscontrato difetto dei requisiti di ordine generale, trattandosi di esclusione idonea a segnalare una circostanza di estrema rilevanza per la corretta conduzione delle procedure di affidamento dei lavori pubblici (Cons. Stato, sez. IV, 7 settembre 2004 n. 5792; Cons. Stato, sez. V, 12 febbraio 2007 n. 554; Cons. St., sez. VI, 4 agosto2009, n. 4905).
Non rileva, peraltro, che con riferimento alla condanna non dichiarata sia stato successivamente ottenuto, da parte del legale rappresentante della partecipante, il provvedimento di riabilitazione, con ordinanza del Tribunale di Sorveglianza.
L’ordinanza di riabilitazione è, infatti, successiva sia all’adozione del provvedimento di esclusione, sia alla contestata segnalazione, e non può pertanto essere presa in considerazione per negare la legittimità dell’operato della stazione appaltante.
E’ al contrario incontestabile che nel caso di specie la società odierna resistente abbia omesso di dichiarare, pur in presenza di una lex specialis che richiedeva ai partecipanti di menzionare tutte le condanne riportate (ivi comprese quelle assistite dalla non menzione nel certificato del casellario giudiziario), una condanna penale a carico del legale rappresentante,condanna, peraltro, di non trascurabile gravità (trattandosi di condanna per omicidio colposo, aggravato dalla violazione di norme volte alla prevenzione degli infortuni sul lavoro).
Il successivo provvedimento di riabilitazione non incide, quindi, né sulla legittimità dell’esclusione (ormai peraltro coperta dal giudicato), né sulla legittimità della successiva segnalazione all’Autorità di vigilanza.