La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

giovedì 19 maggio 2011

Alloggi edilizia pubblica-Domanda di subentro in sanatoria-Formazione silenzio-assenso–Ammissibilità

TAR Lazio, Sez. II, 10 novembre 2010-22 aprile 2011 n. 3542

Sentenza innovativa che generalizza l’istituto del silenzio-assenso della legge n. 241/1990.

Nel nostro ordinamento giuridico dal 2005 è stato introdotto l’istituto del c.d. silenzio-assenso generalizzato, in virtù del quale “nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma 2” (così, testualmente, l’attuale formulazione dell’art. 20, comma 1, della legge n. 241 del 1990).

Con riguardo al settore dell’assegnazione degli alloggi di edilizia economica e popolare, specificamente nel caso in cui l’atto ampliativo che l’Autorità dovrebbe adottare non sia legato allo svolgimento di una selezione, non si incontra alcun ostacolo a ritenere applicabile il cennato istituto del silenzio-assenso qualora l’Autorità non riscontri l’istanza dell’interessato nel termine procedimentale dovuto.

Resta pur sempre, ai sensi dell’art. 20, comma 3, della legge n. 241 del 1990 all’Autorità competente la possibilità di “assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies” della legge n. 241 del 1990, dovendo in tal caso esaminare compiutamente tutti gli elementi della fattispecie riguardante la posizione del richiedente rispetto ai titoli legittimanti la sanatoria della sua posizione di occupante di un immobile di edilizia economica e popolare.

(In Guida al Diritto, 21 maggio 2011, n. 61, con nota di commento di G. Palliggiano)