La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

venerdì 29 aprile 2011

Pubblico impiego-Contrattazione decentrata-Mancato accordo-Adozione atti unilaterali-Legittimità

L.Olivieri, Trattative, gli enti fanno da sé, Italia Oggi, 29 aprile 2011

Le norme del d.lgs. n. 150/2009 sono da considerare immediatamente applicabili e imperative e quindi è legittima l'adozione di atti unilaterali laddove non si raggiunga, nel corso delle trattative, l'accordo tra amministrazione pubblica e le organizzazioni sindacali.

Così afferma il decreto 21 aprile 2011 del giudice del lavoro di Verona, secondo cui  «è legittimo, invero, ogni provvedimento che disciplini provvisoriamente una materia sulla quale non sia raggiunto l'accordo in sede di contrattazione collettiva», aggiungendo «l'ente territoriale può senza dubbio adottare i provvedimenti urgenti e provvisori per colmare il vuoto generato dall'assenza di accordo fra le parti collettive».

Il provvedimento è conforme alle interpretazioni del dipartimento della funzione pubblica (v. circolare 7/2010) e con la direttiva rivolta all'Aran del 18/2/2011, n. 10790, nella quale si afferma: «Con riferimento agli ambiti di intervento della contrattazione rilevano, in particolare, l'art. 45 del dlgs n. 165 del 2001, in base al quale a) il trattamento economico fondamentale e accessorio è definito dai contratti collettivi (fermo restando le disposizioni in ordine all'adottabilità di atti unilaterali qualora non si raggiunga l'accordo nei termini di cui all'art. 40, comma 3-ter dlgs n. 165 del 2001)».

L'atto unilaterale non può tuttavia essere considerato un accordo decentrato, in sostituzione del contratto, in quanto esso può colmare il vuoto dell'assenza di accordo, ma non sostituirsi ad esso.

Tutte le disposizioni del d.lgs. n. 165/2001, modificato dal d.lgs. n. 150/2009 sono a carattere imperativo e come tali, non solo sono immediatamente applicabili, ma prevalgono sulle disposizioni contrarie contenute nei contratti collettivi, tanto nazionali, quanto decentrati.

I contratti collettivi, sia nazionali, sia decentrati, producono quindi effetti solo «nelle parti residue, non incompatibili con disposizioni imperative di legge».