La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

sabato 8 gennaio 2011

Gara-Rapporti tra ATI e avvalimento-Integrazione della documentazione-Limiti

C. Stato, VI, 29 dicembre 2010, n. 9577

La disciplina nazionale va intesa non solo nel senso che anche nell’ambito di un’a.t.i. è ammesso l’utilizzo dell’avvalimento, ma anche nel senso che persino la quota minima di requisiti che ciascun componente di un’a.t.i. deve possedere può essere dimostrata mediante ricorso all’avvalimento.

Inoltre non vi sono limiti di tipo soggettivo in ordine all’impresa ausiliaria e al tipo di legami tra essa e l’impresa ausiliata o altra impresa facente parte del medesimo raggruppamento con l’impresa ausiliata. Infatti le previsioni comunitarie in tema di avvalimento, che prescindono dalla natura giuridica dei legami tra impresa ausiliaria e impresa ausiliata, e che nel caso di raggruppamenti consentono l’avvalimento sia interno che esterno al gruppo, inducono a ritenere che: - impresa ausiliaria può essere anche una società facente parte del medesimo gruppo dell’impresa ausiliata, vuoi come controllante, vuoi come controllata, vuoi entrambe come controllate dalla medesima controllante; - nel caso in cui il concorrente in gara sia un raggruppamento, e una delle imprese del raggruppamento utilizzi l’avvalimento, impresa ausiliaria può anche essere la controllante o la controllata di altra impresa del medesimo raggruppamento.

La previsione normativa va intesa nel senso che l’ausiliaria deve dichiarare di non essere in rapporto di controllo con uno degli altri concorrenti, diverso da quello ausiliato, che partecipano alla medesima gara.

Ai sensi dell’art. 49, del Codice dei contratti pubblici, ai fini dell’avvalimento deve essere prodotto originale o copia autentica del contratto di avvalimento, nonché una serie di dichiarazioni firmate dall’impresa ausiliaria, non è anche richiesto che sia contestualmente fornita la prova che il contratto sia sottoscritto, o la dichiarazione sia resa, per conto dell’impresa ausiliaria, da soggetto munito del relativo potere di rappresentanza. Ove sorgano dubbi in proposito la stazione appaltante potrà chiedere chiarimenti, ma non può certo escludere la concorrente e/o l’avvalimento per il solo fatto che il contratto di avvalimento o le dichiarazioni rese dall’impresa ausiliaria non sono corredate dalla prova del potere di rappresentanza del sottoscrittore.

E’ ammissibile la riunione in a.t.i. di imprese che anche da sole sono in possesso dei requisiti, non vigendo alcun espresso divieto legale in tal senso (Cons. St., VI, 20 febbraio 2008, n. 588).

L’art. 46, del Codice dei contratti pubblici, nel configurare il potere-dovere di soccorso della stazione appaltante nei confronti dei concorrenti, dispone che le stazioni appaltanti invitano, se necessario, i concorrenti a completare o a fornire chiarimenti in ordine al contenuto dei certificati, documenti e dichiarazioni presentati. Tale possibilità di richiesta di integrazioni o chiarimenti è peraltro sancita nei limiti previsti dai precedenti articoli da 38 a 45, che riguardano i requisiti di partecipazione e di qualificazione, ossia i requisiti soggettivi del concorrente. Nelle procedure aperte non sono in linea di principio ammissibili da parte della stazione appaltante richieste di chiarimenti sull’offerta tecnica, rivolte ad un solo concorrente, nella fase di valutazione delle offerte, prima che sia stilata una graduatoria, ove si consideri che il codice dei contratti consente le richieste dei chiarimenti o sui requisiti soggettivi, o sull’offerta nella sola fase della valutazione di anomalia, o in specifiche procedure che prevedono un’interlocuzione con i concorrenti. L’integrazione dell’offerta è da considerarsi ammissibile solo se, attraverso essa, non si apporti alla originaria offerta una variazione essenziale e non già quando attraverso la surrettizia forma della integrazione, dei chiarimenti o della specificazione di elementi costitutivi dell’offerta stessa, mancanti o gravemente incompleti, si pervenga ad una modificazione dell’originaria offerta attraverso una nuova manifestazione di volontà negoziale, del tutto autonoma ed indipendente quanto al suo concreto contenuto rispetto a quella originaria (Cons. St., sez. V, 12 giugno 2009, n. 3750).