La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

sabato 6 novembre 2010

Truffa aggravata-Indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato-Rapporti

Cass. pen. Sez. VI, Sent., (ud. 05-10-2010) 02-11-2010, n. 38457

Come è stato puntualizzato dalle Sezioni Unite di questa Corte, i delitti di cui agli artt. 316 ter e 640 bis c.p., configurabili entrambi, diversamente dal delitto previsto dall'art. 316 bis c.p., anche nel caso di indebita erogazione dì contributi di natura assistenziale, sono in rapporto di sussidiarietà e non di specialità. Ne discende che il residuale e meno grave delitto di cui all'art. 316 ter, che diversamente da quello di cui all'art. 640 bis c.p., assorbe anche i delitti di falso ideologico previsto dall'art. 483 c.p., e di uso di atto falso previsto dall'art. 489 c.p., è configurabile solo quando difettino nella condotta gli estremi della truffa; il che vale a circoscrivere l'ambito di operatività dell'art. 316 ter c.p., a situazioni del tutto marginali, come quelle del mero silenzio antidoveroso o di una condotta che non induca effettivamente in errore l'autore della disposizione patrimoniale (Cass. Sez. Un. 19-4-2007 n. 16568). Nella menzionata sentenza è stato meglio chiarito che in alcuni casi il procedimento di erogazione delle pubbliche sovvenzioni non presuppone l'effettivo accertamento da parte dell'erogatore dei presupposti del singolo contributo, ma ammette che il riconoscimento e la stessa determinazione del contributo siano fondati, almeno in via provvisoria, sulla mera dichiarazione del soggetto interessato, riservando eventualmente a una fase successiva le opportune verifiche. Sicchè in questi casi l'erogazione può non dipendere da una falsa rappresentazione dei suoi presupposti da parte dell'erogatore, che in realtà si rappresenta correttamente solo l'esistenza della formale dichiarazione del richiedente.