La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

giovedì 12 agosto 2010

Sicurezza sul lavoro - Sanzioni - A carico della p.a. - Illegittimità - Responsabilità amministrativa


C. Conti, Sicilia, sentenza 12 luglio 2010, n. 1574


 


Le violazioni delle disposizioni in materia di prevenzione infortuni ed igiene del lavoro sono comportamenti assistiti da sanzione penale, ai sensi degli artt.89 e ss. del d. lgs. n. 626/94.


Con il successivo d.lgs. n. 758/94, la disciplina sanzionatoria introdotta dal citato d. lgs. n. 626/94 è stata modificata, prevedendosi:


- all'art. 20, che, allo scopo di eliminare la contravvenzione accertata, l'organo di vigilanza impartisce al contravventore un'apposita prescrizione, fissando per la regolarizzazione delle irregolarità riscontrate un termine, non eccedente il periodo di tempo tecnicamente necessario, che può essere prorogato a richiesta del contravventore, fermo comunque restando l'obbligo dell'organo di vigilanza di riferire al Pubblico ministero penale la notizia di reato inerente alla contravvenzione ai sensi dell'art. 347 c.p.p.;


- all'art. 21 che, entro e non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione,


l'organo di vigilanza verifica se la violazione è stata eliminata secondo le modalità ed i termini indicati nella prescrizione; in caso positivo, l'organo di vigilanza ammette a pagare in sede amministrativa, nel termine di trenta giorni, una somma pari ad un quarto del massimo dell'ammenda stabilita, comunicando al Pubblico ministero, entro 120 giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l'adempimento nonché l'eventuale pagamento della somma ovvero il mancato adempimento alla prescrizione;


- all'art. 23, secondo il quale il procedimento penale avviato con la comunicazione al P.M. della violazione commessa, rimane sospeso fino alle comunicazioni in merito all'avvenuto adempimento;


- all'art. 24, che dispone che la contravvenzione si estingue se il contravventore adempie alla prescrizione nel termine assegnato, ed in tal caso il P.M. chiede l'archiviazione.


E' del tutto evidente, dal testo riferito, che la responsabilità per le omissioni del tipo sanzionate nella normativa richiamata - assistite da sanzioni penali - hanno carattere del tutto personale, in riferimento all'art. 27 della Costituzione, così che anche il pagamento dell'ammenda in misura ridotta, accompagnata dall'adempimento della prescrizione impartita dall'organo di vigilanza, idonea ad estinguere la contravvenzione (art. 24 d. lgs. n.758/94), ha del pari carattere del tutto personale, predisposta come essa è ad evitare la sanzione penale edittalmente prevista.


D’altronde, la natura amministrativa e non penale della sanzione di cui all’art.21 del d.lgs. n.758/94, non potrebbe in nessun caso escluderne il carattere di personalità, posto che tale principio, sia pure a livello di legislazione primaria e non costituzionale, è previsto anche per le sanzioni amministrative (cfr. il Capo I, Sezione I della legge n.689/81 e in particolare, le disposizioni recate dagli articoli da 1 a 3).


Più estesamente, il principio della personalità delle sanzioni amministrative è stato ribadito dalla Corte costituzionale nella sentenza n.340/2001, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.3, comma 3, legge della Provincia autonoma di Bolzano approvata nella seduta del 3.2.2000, nella parte in cui prevedeva la diretta assunzione da parte degli enti pubblici delle sanzioni amministrative afferenti al proprio personale.


In relazione alle sanzioni comminate ai sensi del richiamato d.lgs. n.758/94, è, peraltro, uniforme la giurisprudenza di questa Corte nel riconoscere la sussistenza della responsabilità amministrativa, laddove il pagamento della sanzione sia stato imputato all’amministrazione di appartenenza (cfr., ex


plurimis, Sezione Calabria n.950/2008; Sezione Sicilia, n.1829/08).