La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

venerdì 6 agosto 2010

Pubblico impiego - Spese legali sostenute dal dipendente - Rimborso - Limiti

 Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 07-06-2010, n. 13675


La norma fissa chiaramente il presupposto del diritto del dipendente (oltre che nella diretta connessione all'espletamento del servizio e all'adempimento dei compiti di ufficio dei fatti o atti oggetto del giudizio di responsabilità) nella mancanza di un conflitto di interesse, stabilendo necessariamente una valutazione ex ante da parte dell'azienda o dell'amministrazione ai fini dell'assunzione a proprio carico di ogni onere di difesa fin dall'apertura del procedimento e una verifica successiva, all'esito definitivo del giudizio circa la esclusione della responsabilità del dipendente, ai fini dell'obbligo di rimborso delle spese sostenute e documentate, espressamente previsto "nel caso in cui il dipendente non abbia accettato il legale di nomina dell'amministrazione ed abbia nominato uno di propria fiducia". Il comma 2, disciplina, invece, il diritto di rivalsa della azienda o amministrazione, in caso di condanna del dipendente.


In base all'elemento letterale e sistematico, deve affermarsi che "la previsione del comma 3, circa la mancata accettazione del legale di nomina dell'amministrazione, collega l'ipotesi del diritto al rimborso ivi contemplata alla nomina del legale stesso effettuata dall'azienda o amministrazione in base alla valutazione ex ante, di cui al comma 1".


In mancanza di tutto ciò (ed in mancanza, peraltro, di qualsiasi comunicazione o sollecitazione da parte del dipendente - come nella fattispecie - deve ritenersi che legittimamente venga escluso che ricorra l'ipotesi di cui al comma 3 citato.


Del resto, come questa Corte ha recentemente precisato (cfr. Cass. 13-3-2009 n. 6227) l'intervento delle amministrazioni a copertura degli oneri di assistenza legale, in conseguenza di fatti connessi con l'espletamento de servizio e con l'adempimento di obblighi di ufficio "non costituisce un principio generale dell'ordinamento nel settore del lavoro pubblico, in ragione della diversità e specificità delle regole dettate per ciascun tipo di rapporto e di giudizio".