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La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

giovedì 12 agosto 2010

Locazioni ad uso non abitative - Canone differenziato nel tempo - Legittimità

Cass. civ. Sez. III, 23-02-2007, n. 4210


In relazione al principio della libera determinazione convenzionale del canone locativo per gli immobili destinati ad uso non abitativo, la clausola convenzionale che prevede la determinazione del canone in misura differenziata e crescente per frazioni successive di tempo nell'arco del rapporto, ovvero prevede variazioni in aumento in relazione ad eventi oggettivi predeterminati nel contratto (e del tutto diversi ed indipendenti rispetto alle variazioni annue del potere di acquisto della moneta) deve ritenersi in linea generale legittima (ex artt. 32 e 79 della legge sull'equo canone); solo nell'ipotesi in cui costituisca un espediente diretto neutralizzare gli effetti della svalutazione monetaria è invece illegittima e quindi nulla.


(cfr. Cass. 3 agosto 1987 n. 6695; Cass. 22 novembre 1994 n. 9878; Cass. 3 maggio 1996 n. 4073; Cass. 24 giugno 1997 n. 5632; Cass. 25 agosto 1997 n. 7973; Cass. 1 febbraio 2000 n. 1070; Cass. 12 luglio 2000 n. 9227; Cass. 21 luglio 2003 n. 11320; v. infine Cass. 6 ottobre 2005 nella quale veniva enunciato il seguente principio di diritto: "in relazione al principio della libera determinazione convenzionale del canone locativo in materia di locazione di immobili destinati ad uso non abitativo, la clausola convenzionale, che prevede future maggiorazioni del canone diverse dall'aggiornamento della L. n. 392 del 1978, ex art. 32 per qualificarsi legittima, deve chiaramente riferirsi ad elementi predeterminati, desumibili dal contratto e tali da essere idonei ad influire sull'equilibrio economico del rapporto, in modo autonomo dalle variazioni annue del potere di acquisto della moneta. Deve, inoltre, ritenersi legittima, quale espressione di autonomia contrattuale, la clausola con la quale venga pattuito un canone locativo costituito per una parte da una somma di danaro e per l'altra dal l'esborso di somme determinate per ristrutturazione e restauro dell'immobile locato).