La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

martedì 17 agosto 2010

Assegnazione alloggi - Graduatoria - Dichiarazione sostitutiva - Irregolarità e falsità - Differenze


 


La normativa generale in materia di documentazione amministrativa (D.P.R. 28.12.2000, n. 445), distingue fra “irregolarità o omissioni rilevabili d’ufficio” e “falsità”, prevedendo solo per le prime la regolarizzazione o il completamento della dichiarazione (art. 71), con richiamo delle sanzioni anche penali per le dichiarazioni mendaci (art. 76); la decadenza da eventuali benefici, in ogni caso, è sancita solo nell’ipotesi in cui il beneficio stesso sia stato ottenuto in base alla dichiarazione non veritiera (art. 75).


Nella situazione in esame, appare decisiva l’assenza di un concreto vantaggio, riconducibile alla dichiarazione non veritiera, in quanto la modesta e temporanea produzione di reddito, da parte della figlia dell’attuale appellato, non privava quest’ultimo della possibilità di accedere in posizione utile alla graduatoria di cui trattasi, con conseguente inconfigurabilità di un dolo specifico, in assenza del quale può ben configurarsi mera irregolarità della domanda, poi integrata con dati corretti su richiesta dell’Amministrazione.


Se da una parte, infatti, appare poco plausibile che l’interessato (ampiamente al di sotto dei limiti di reddito previsti dal bando) potesse intenzionalmente tentare di nascondere dei proventi, pari a poco più di 3.000,00 euro annui, non è invece irragionevole che lo stesso abbia, in effetti, non conosciuto nella reale entità – poiché non al medesimo corrisposti – o ritenuto erroneamente non rilevanti – in quanto frutto di un lavoro occasionale – i corrispettivi poi comunque comunicati allo IACP, o abbia soltanto atteso di produrre i dati integrativi in questione, non appena forniti (come è risultato, solo in via successiva) dall’ente erogante.


Non può ritenersi, pertanto, che la modesta integrazione di cui si discute abbia la consistenza di “falsità” e non di mera “omissione”, in assenza di altri accertamenti significativi circa le reali condizioni economiche dell’appellato (la cui dichiarata assenza di reddito familiare poteva risultare singolare, con le doverose conseguenze nella fase istruttoria, ma con effetti rilevanti – ai fini dell’inserimento in graduatoria – solo ove fosse emersa una reale situazione di incompatibilità).