La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

mercoledì 2 giugno 2010

Pubblico impiego - Progressioni orizzontali - "A pioggia" - Danno erariale


 


La verifica delle concrete modalità con le quali è stata data attuazione alle progressioni orizzontali evidenzia, infatti, come sia stato completamente obliterato il criterio della selezione meritocratica – o di una comparazione ispirata alla valutazione della professionalità effettiva o della qualificazione – in favore, invece, di una plateale ed ingiustificata “corresponsione a pioggia” dei miglioramenti stipendiali, realizzata  attraverso una indiscriminata valutazione del mero dato dell’anzianità pregressa maturata nella ex qualifica di appartenenza. Il predetto requisito non vale, “ex se”, a costituire criterio di attendibile e valida selezione del merito e delle singole capacità professionali, e  tale da poter e dover  essere  premiato con l’incremento economico e stipendiale previsto e disciplinato dalla contrattazione nazionale.


Nella gestione delle risorse finanziarie destinate al personale amministrativo e tecnico delle Università italiane, sì come consacrata negli accordi integrativi che, “in parte qua”, ne hanno disciplinato le modalità di attribuzione,  costituisce “ius receptum” che tra i “Requisiti generali di partecipazione” venga previsto il possesso, in testa ai partecipanti, di un’anzianità di servizio di almeno tre anni nella posizione economica immediatamente inferiore rispetto a quella per la quale si chiede il passaggio. 


E che, ai fini del regolare esame delle professionalità da premiare, venga prevista – sotto la responsabilità di una commissione all’uopo istituita – una griglia di indicatori utili per la formazione dei punteggi che andranno a formare la graduatoria finale di merito.


La necessità di individuare degli “indicatori di selezione” ai quali correlare un punteggio massimo per ogni categoria professionale se, da un lato, rende evidente l’esigenza di ancorare a parametri certi ed oggettivi la valutazione dei singoli aspiranti alla progressione, dall’altro lato denuncia ed ammette l’insufficienza e la “non esaustività” del mero dato dell’anzianità, indebitamente mutuato dalla norma pattizia del CCNL ad atteggiarsi quale utile criterio di selezione, peraltro in veste di esclusività, delle progressioni economiche.