La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

venerdì 25 settembre 2009

Pubblico Impiego - Concorsi - Votazione - Nozioni complesse - Motivazione integrativa - Necessità


 

L'onere di motivazione della valutazione delle prove scritte di un concorso pubblico non può essere sufficientemente adempiuto con il solo punteggio numerico.

Un obbligo di motivazione integrativa appare inevitabile laddove la valutazione tecnica investa giudizi legati all’espressione di nozioni di particolare complessità, nei quali l’aderenza ai criteri preventivamente costituiti, la correttezza delle soluzioni e coerenza nell’esposizione concettuale si riveli determinante nella scelta e discriminante la reciproca prevalenza dei candidati nel senso della loro idoneità a ricoprire posizioni lavorative di significativa importanza per l’amministrazione.

Lo stesso art. 10, co. 3 del DPR n. 483/1997, laddove stabilisce che “i punteggi relativi alle prove sono attribuiti con voti palesi” non esclude la possibilità che il coefficiente numerico sia integrato da ulteriori espressioni o manifestazioni idonee a renderne percettibile il significato e l’art. 3, co. 2 della legge .n 241/1990, che fa eccezione alla necessità della motivazione per i soli “atti normativi e per quelli a contenuto generale”, ben si presta a ritenere che la motivazione sia necessaria anche in tutte le manifestazioni di giudizio interne al procedimento concorsuale, che ne condizionino l’esito in maniera determinante quali sono gli apprezzamenti sulle prove dei candidati.

 

(v. anche Guida al Diritto, n. 38 del 26-9-2009, per la nota di commento)