La maggior parte della gente dedica più tempo a evitare i problemi che a tentare di risolverli

La maggior parte della gente dedica più tempo ad evitare i problemi, che a tentare di risolverli (H. Ford)

sabato 8 dicembre 2007

Contratti di Quartiere III - Bando - E' illegittimo

 


 

DIRITTO

Con il proposto gravame la Regione Umbria ha impugnato il DM, in epigrafe indicato, con cui è stato approvato lo schema del bando di gara avente ad oggetto la concessione di finanziamenti per la realizzazione degli interventi di cui al programma innovativo denominato “Recupero e qualificazione urbana”.

In via preliminare il Collegio è chiamato ad esaminare le eccezioni con cui i comuni intervenienti hanno prospettato l’inammissibilità del ricorso in trattazione per carenza di interesse della regione Umbria in quanto quest’ultima ha dedotto soltanto violazioni di ordine procedimentale, e perché l’impugnato DM risulta essere l’ultimo di una serie di bandi, tutti adottati nell’ambito del medesimo programma di intervento di cui alla L. n.21/2001, mai impugnati.

Al riguardo il Collegio osserva che anche se l’impugnato DM si colloca nell’ambito della procedura per la realizzazione degli intereventi di cui alla menzionata disposizione, tuttavia, come chiaramente osservato sia dalla regione ricorrente, in alcun modo contestata sul punto, che dalla Corte dei Conti, la quale in relazione ad una precedente versione del decreto sostanzialmente analoga a quella in contestazione e denominata “Contratti di quartiere III”, aveva dubitato della riconducibilità del programma innovativo a quello previsto dalla L. 21/2001, la procedura ivi prevista risulta essere totalmente distinta da quella seguita nei precedenti DD.MM., atteso che risulta totalmente ridimensionato il ruolo dell’ente regionale, in quanto il menzionato DM affida direttamente ai comuni il compito di individuare i criteri ed i progetti da approvare in sede centrale.

In tale contesto, quindi, è palese che l’adombrata violazione procedimentale venga ad assumere anche una rilevanza sostanziale, in quanto è incontestabile l’interesse dell’ente regionale ad assumere un ruolo primario nella procedura, la quale venendo a riguardare una materia di sua competenza, potrebbe in concreto perseguire finalità in contrasto con gli interessi perseguiti in tale materia dall’ente regionale.

Relativamente alla seconda delle eccezioni de quibus deve essere rilevato che la mancata impugnativa dei predenti decreti non risulta in alcun modo preclusiva alla proposta impugnativa, atteso che il contestato decreto, lungi dall’essere una mera continuazione di quelli precedenti, ha introdotto una procedura totalmente innovativa rispetto a quella seguita in passato ed incentrata sul ridimensionamento del ruolo dell’ente regionale, e, per tale aspetto, è incontestabile che possegga una propria autonoma spiccata lesività.

Alla luce di tali argomentazioni le sollevate eccezioni non sono suscettibili di favorevole esame.

Nel merito risulta fondato il primo motivo di doglianza con cui è stata prospettata la violazione dell’art. 4, comma 4, della L. n.21/2001.

Al riguardo deve essere sottolineato che:

a) la procedura concorsuale di cui al contestato DM si colloca nell’ambito dell’attuazione delle disposizioni di cui alla L. n.21/2001 dato che, come si evince chiaramente dal preambolo del predetto decreto, è stata bandita in quanto le risorse finanziarie a suo tempo stanziate per gli interventi di cui alla suddetta legge non erano state integralmente utilizzate;

b) in tale contesto, quindi, la previsione di riservare ai comuni l’individuazione dei criteri e dei progetti da approvare risulta essere in palese contrasto con l’art.1, comma 4, della ripetuta legge che nella materia de qua richiede la previa intesa tra la competente amministrazione statale e gli enti regionali.

Ciò premesso, il proposto gravame deve essere accolto con conseguente annullamento dell’impugnato decreto e con assorbimento dell’altra doglianza dedotta.

Sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese del presente giudizio.

                                 P.Q.M.


Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione III, definitivamente pronunciando sul ricorso n.5147 del 2006, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per gli effetti, annulla il gravato provvedimento.